Considerazioni sul BIOGAS


CARATTERISTICHE DEL DIGESTATO

Il materiale digestato tal quale si presenta in forma liquida, di colore marrone, con pH neutro (7-7,5), densità 1,0 g/ml, Sostanza Secca 6-8%, temperatura di 40-45 °C che si riduce rapidamente a quella ambientale nelle vasche di stoccaggio finale. Il liquido digestato presenta ridotte emissioni odorose (organico fermentato) in quanto le componenti organiche volatili acidi grassi (acido capronico, acido butirrico, acido valerianico etc.) e fenoli sono state decomposte durante il processo digestione anaerobica. L’azoto ammoniacale (NH3-NH4+) presente nel digestato rappresenta il 50% circa dell’azoto totale e risulta quindi essere di elevata assimilazione da parte degli organismi vegetali. Il pH neutro (7-8,5) evita “scottature” dell’apparato fogliare e la prolungata permanenza nel digestore ha come effetto l’inattivazione dei semi di eventuali infestanti.

 

LA DIGESTIONE ANAEROBICA E’ COME LA DIGESTIONE DEL BOVINO
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SCHEMA DELLA DIGESTIONE ANAEROBICA
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CONSIDERAZIONI AMBIENTALI ED ENERGETICHE

IL MOTORE: Dal punto di vista delle emissioni inquinanti, la combustione del biogas presenta tutti i vantaggi tipici del gas metano rispetto agli altri combustibili fossili: livelli molto bassi di idrocarburi volatili e di ossido di azoto e azzeramento di sostanze molto pericolose per la salute come piombo, zolfo e polveri sottili.

  • Un impianto da 1 Megawatt produrrà circa 8milioni di kWh di elettricità l’anno. Tenendo conto che ogni cittadino consuma nel nostro contesto economico e sociale poco più di 2.800 kWh l’anno, significa soddisfare le esigenze di 2800 abitanti.
  • Le formule ufficiali considerano che una Tonnellata Equivalente di Petrolio (TEP) produca 10.000 kWh. Ne deriva che l’impianto in progetto porterà ad un risparmio di 800 TEP l’anno.
  • Per calcolare correttamente il contributo che l’impianto in progetto porta al bilancio ambientale, occorre partire dalla consapevolezza che la produzione di energia elettrica tramite biogas emette in atmosfera CO2 di origine agricola e non fossile.
  • La produzione di energia risulta essere dunque ad emissione zero di CO2 fossile e quindi ad impatto climatico (effetto serra) nullo. Dunque, con l’impiego del biogas per la produzione di energia elettrica non si toglie e non si aggiunge nulla alla CO2 presente in atmosfera. Per questo si può parlare di neutralità, di invarianza del bilancio ambientale.
  • L’effettivo e concreto contributo positivo al bilancio ambientale deriva quindi dal così detto costo evitato, vale a dire dal fatto che la cogenerazione con l’impianto in progetto consente di evitare che tale energia debba essere prodotta con un impianto tradizionale, a combustibili fossili.
  • Le ragioni appena illustrate sono a fondamento dell’indirizzo strategico che vede nell’impiego delle biomasse vegetali uno dei più efficienti sistemi per ridurre le emissioni di gas serra, in attuazione degli accordi di Kyoto del 1998.